Agcom presenta la Relazione 2016

Agcom presenta la Relazione 2016

13/05/2011 Roma, la sede dell' AGCOM, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

Agcom, Italia indietro nella digitalizzazione

L’Agcom ha presentato da poco la sua relazione annuale alla Camera dei Deputati. La relazione redatta ogni anno da Agcom riguarda tutti i settori inerenti lo sviluppo tecnologico, le risorse, i redditi e i capitali, la diffusione potenziale ed effettiva, gli ascolti e le letture rilevate, la pluralità delle opinioni presenti nel sistema informativo, le partecipazioni incrociate tra radio, televisione, stampa quotidiana, stampa periodica e altri mezzi di comunicazione a livello nazionale comunitario.

In base a quanto emerge dalla Relazione 2016, il 28 % degli italiani non si è mai collegato a internet. Dato preoccupante se si considera la media europea pari al 16%. Nel 2015 l’Italia ha scalato una posizione (da 26esima a 25esima) nella classifica Digital Economy and Society”, sebbene in questo campo la situazione italiana sia di estrema arretratezza. A frenare la digitalizzazione in Italia l’invecchiamento della popolazione e fattori culturali. In aumento gli investimenti in infrastrutture di ultima generazione fisse e mobili.

Banda larga, ultralarga e mobile

La disponibilità di accesso alla banda larga ha raggiunto il 99% delle abitazioni italiane, mentre quella ultralarga è passata dal 36% del 2014 al 44% del 2015. I consumatori italiani preferiscono gli accessi alle reti mobili rispetto a quelle fisse, sintomo di un rallentamento nel processo di convergenza rispetto all’Europa. L’investimento di Enel in questo settore potrebbe portare a un aumento dell’uso della banda larga in Italia. L’Agcom ha già dichiarato che veglierà sull’impatto concorrenziale che l’entrata di Enel avrà sull’intero comparto.

Media tradizionali e web

La fase recessiva che ha interessato i media tradizionali in questi anni ha subito un arresto nel 2015. La flessione dell’1,2% registrata nell’ultimo anno è positiva se paragonata alla contrazione degli precedenti. Agcom vede in questo un possibile segnale di ripresa per il settore mediatico grazie alla convergenza media-telco, possibile con la banda larga e ultralarga.

Continua il trend positivo della pubblicità sul web. La pubblicità di tipo display e video ha dal 2013 un’incidenza sul totale superiore al 50%. Per il 2015 l’incremento stimato dei ricavi è del 6%. Bene anche la radio, che sta affrontando la crisi congiunturale del settore pubblicitario meglio di altri media editoriali.

Sky si conferma come primo editore televisivo, al secondo posto Mediaset seguita dalla Rai. La tv in chiaro ha generato introiti pari a 4,53 miliardi, mentre la pay tv si ferma a 3,32 miliardi. A soffrire per cause strutturali sono i quotidiani. La riduzione delle testate preoccupa l’Autority in termini di qualità dell’informazione italiana.

In Italia la fruizione dei servizi online è ancora poco diffusa rispetto all’Europa: solo il 39% degli italiani (65% in Europa) fa shopping online, il 43% (contro il 57%) usa servizi di banking, il 19% (41% in Europa) guarda Video on demand e il 57% (contro il 68%) legge News. Migliora la situazione per quanto riguarda l’uso di Social Network (58% contro 63%) e di musica-video-giochi, che vede l’Italia superare la media europea (52% contro 49%).

Il Presidente di Agcom, Angelo Marcello Cardani, ha criticato l’attuale legge sulla par condicio elettorale: “È una legge vecchia, nata in un contesto politico bipolare […]  è una legge che non piace a nessuno, né a destra né a sinistra. Eppure nessuno si assume la responsabilità politica di riformarla, salvo poi puntare il dito contro l’Autorità “.