Startup: il momento di un sostegno concreto

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20/02/2012

Startup: il momento di un sostegno concreto

Dietro la cortina di un’economia in crisi, dietro i discorsi sulla mancata crescita e dietro le minacce (credibili o meno) di fallimento di un intero sistema economico, c’è una piccola rivoluzione silenziosa in corso. O pronta ad avvenire.

Si tratta delle tante startup che stanno per prendere il volo, e che, contrariamente a quello che sembra emergere dalle fotografie della realtà che i media presentano, sono anche e soprattutto italiane.Aziende innovative, capaci di trasformare idee in progetti vincenti, giovani in grado di creare lavoro e dare occupazione in risposta alla crescita che i governi europei faticano a proporre: se il mercato del lavoro chiude le porte ai ragazzi, i ragazzi il lavoro se lo creano da soli.

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le startup che, nate da progetti individuali o partorite da piccoli gruppi, si sono imposte all’attenzione nazionale e, in qualche caso, anche internazionale. E’ il caso, tanto per citare il successo più recente, di Beintoo, premiata alla prestigiosa manifestazione francese Le Web come società più promettente della Rete per il 2012. Il progetto del siciliano Antonio Tomarchio è solo l’ultimo di una serie di aziende lanciate nel panorama di internet, che appare ovviamente come il campo di applicazione privilegiato per chi voglia realizzare concretamente la propria idea e farla fruttare.

E siccome il momento sembra particolarmente propizio, Riccardo Luna, dopo aver parlato su Repubblica di come questo “esercito” di startupper si stia affacciando sul mercato, oggi propone un ulteriore passo in avanti. Sulla scia dell’iniziativa del governo Obama negli Stati Uniti ( che hanno lanciato il progetto StartUp America, da intendersi non solo come un invito sotto forma di gioco di parole, ma come piano per il rilancio dell’economia nazionale partendo dal basso dei giovani innovatori) l’idea di Luna è quella di mettere insieme un progetto che dia supporto reale a quanti vogliano affacciarsi sul mercato con la propria azienda. Perchè non provare quindi a lanciare Startup Italia? I mezzi sembrano esserci: società semplificata a un euro per gli under 35 e i 50 milioni di euro destinati dal Fondo di investimento italiano al finanziamento dei venture capital. Le idee, pure: si stima che nel 2012 i ventenni che apriranno un’impresa saranno 19mila. Adesso non ci resta che sviluppare una vera cultura innovativa e aperta ai contributi di questi ragazzi, perchè la voglia di fare non manca, le opportunità nemmeno. Il piccolo esercito degli startupper è chiamato a coglierle.