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Agenda Digitale: finalmente si parte?

A che punto siamo con l’adozione dell’Agenda Digitale? Di sicuro, siamo già in ritardo rispetto alla partenza prevista, ma adesso finalmente qualcosa sembra muoversi. Il Ministro della Scuola Università e Ricerca, con delega all’Innovazione, Francesco Profumo, si sta impegnando per dare attuazione effettiva a quello che finora è rimasto solo un progetto, per quanto stimolante. E ne ha parlato in una interessante intervista sul numero di marzo di Wired.

Ma nello specifico, cos’è l’Agenda Digitale? Si tratta del piano per far ripartire l’Italia, nell’ambito del più ampio progetto Horizon 2020 dell’Unione Europea, puntando su tecnologia e innovazione.

Il piano italiano per migliorare e incrementare i servizi da offrire ai cittadini, soprattutto attraverso la rete, punta su 6 macroaree e temi chiave nelle quali convogliare gli investimenti:

1.Alfabetizzazione informatica

2.Ricerca e investimenti

3.Infrastrutture e sicurezza

4.e-Government

5.e-Commerce

6.Smart communities

Obiettivi prioritari individuati dal nuovo Governo saranno la diffusione della banda larga effettiva, (e la conseguente eliminazione di un digital divide che affligge una parte ancora troppo ampia della popolazione italiana) della standardizzazione dell’utilizzo del cloud nelle pubbliche amministrazioni, la semplificazione burocratica grazie ai servizi di e-Government.

L’urgenza di investire in questi ambiti è evidente: il ritardo di due anni rispetto alla partenza prevista del piano, e soprattutto quello rispetto ad altri paesi dell’Unione Europea, si fa già sentire. Gli investimenti pubblici in settori chiave della tecnologia e dell’ICT sono ancora ad uno stadio arretrato. Incentivare l’utilizzo degli strumenti di nuova generazione è un passaggio importantissimo per favorire la ripresa di tutti i settori economici, e, probabilmente, se l’Italia perderà anche questo treno, le opportunità di crescita potrebbero definitivamente andare perse.

Mettere a punto investimenti fruttuosi in questo campo è importantissimo anche pensando al piano Horizon 2020: l’Unione Europea stanzierà tra gli 80 e i 90 miliardi di euro, e inserirsi in questo quadro per l’innovazione tecnologica sarà di fondamentale importanza per sfruttarne a pieno tutte le possibilità. La palla per ora è al Governo. Poi, una volta che gli strumenti saranno a disposizione di tutti, toccherà a noi trovare le soluzioni migliori per traghettarci verso un futuro di innovazione continua.