Informazione ed editoria digitale: la strada per uno sviluppo in tempi brevi

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Informazione ed editoria digitale: la strada per uno sviluppo in tempi brevi

21.-quotidiani-digitaliSostengono alcuni che Internet e l’editoria digitale abbiano messo in crisi il mercato dell’informazione e dell’editoria tradizionale, e che il passaggio a forme di fruizione su strumenti diversi dalla carta segnerà (o ha segnato, a seconda di come si vogliano intendere gli sviluppi attuali) la fine del giornalismo tradizionale.

Indubbiamente l’avvento di Internet, dei social network e di tutte le altre opportunità offerte dal moderno mercato dell’ ICT ha radicalmente modificato la struttura del settore editoriale. Per un giornalista, oggi, la presenza sui social network, non solo a titolo personale, ma spesso anche in vesti più “ufficiali” è diventata la regola. A parte qualche sparuta (e, se non nella forma, almeno per parte dei contenuti, comprensibile) critica radicale –vedi Michele Serra su Repubblica chi fa informazione oggi non può prescindere da questi strumenti.

Ma, social network a parte, l’editoria digitale apre nuove opportunità per testate giornalistiche e non solo. La penetrazione sempre maggiore di smartphones e tablet sta di conseguenza incrementando in maniera notevole la fruizione di contenuti editoriali digitali in movimento e in maniera alternativa alla carta. Sta insomma avvenendo quella rivoluzione che ci si aspettava (e poi non è arrivata) con il trasferimento del giornale dalla carta al computer. Le cifre dimostrano che l’editoria digitale cresce anno dopo anno. Se i giornali vendono meno, forse, la colpa è dei contenuti e non dei contenitori.

Sfogliare un giornale su un tablet, anche solo per il fatto di doverlo fare materialmente (e quindi toccare lo schermo come fosse carta, e non vederlo attraverso la fredda mediazione di monitor, tastiera e mouse) avvicina notevolmente l’esperienza del lettore digitale a quella del lettore tradizionale. Lo dimostrano i risultati ottenuti da Apple con Edicola, lanciato con iOs 5.

Dunque, la rivoluzione dei tablet e dei dispositivi di fruizione mobile potrebbe dare una spallata definitiva all’editoria tradizionale, spingendo verso un passaggio totale ad un’informazione da fruire tuttta attraverso nuovi devices in continua evoluzione. Dare la colpa della crisi del giornalismo alle tecnologie non è giusto. Semmai, le tecnologie potranno salvare quel che rimane del giornalismo professionale in un’epoca in cui tutti fanno notizia.