Tecnologie intelligenti e sviluppo sostenibile pronti a partire

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Tecnologie intelligenti e sviluppo sostenibile pronti a partire

smart-city-1Oltre un miliardo di euro in tre bandi: è questa la cifra che il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca è sul punto di stanziare nei prossimi mesi, per promuovere lo sviluppo di smart cities, caratterizzate dalla presenza di tecnologie intelligenti e sostenibili, e di una particolare rete di infrastrutture, trasporti e tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Il bando del Ministero (inserito nell’ambito del PON “Ricerca e Competitività” 2007/2013 per le Regioni della Convergenza) punta alla creazione delle cosiddette smart cities. Ma cosa caratterizza una smart city? Secondo il dossier del Ministero, una città intelligente è quella che concentra i suoi sforzi di sviluppo nel capitale umano e sociale, nei trasporti e nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), nella gestione oculata delle risorse naturali e nella promozione di una governance partecipativa.

Belle parole, certo. Che servono purtroppo anche a farci capire quanto ancora le metropoli (e non solo) italiane abbiano da lavorare per raggiungere obiettivi di tale portata. Abbiamo già parlato di come l’Agenda Digitale possa rappresentare uno degli strumenti a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni per compiere questi passi in avanti.

A tal proposito, sembra che l’altro bando proposto dal Ministero andrà appunto nella direzione di uno sviluppo sempre più tecnologico: si parla infatti di Distretti ad Alta Tecnologia. Il bando non è ancora stato pubblicato, ma secondo le prime indiscrezioni, avrà ad oggetto progetti di ricerca industriale che proporranno tecnologie e strumenti smart.

Le proposte del Miur si collocano in uno scenario di respiro europeo; a Bruxelles puntano su energia e mobilità sostenibile, l’Italia prova ad aggiungere un tocco “smart” a questi obiettivi. Come detto, la strada per lo sviluppo di città innovative e intelligenti non è priva di ostacoli. Quello che fa piacere è che finalmente anche da noi sembra muoversi qualcosa, dopo anni di quasi totale immobilismo. E, soprattutto, fa piacere che si inizi a parlare concretamente, e non solo per promesse, di fondi per migliorare e portare le nostre città (e di conseguenza la nostra economia) al livello di paesi già all’avanguardia in certi contesti.