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Open Data: una strada verso un governo 2.0?

opendataLe carenze e le difficoltà delle Pubbliche Amministrazioni sono sotto gli occhi di tutti, e negarlo è difficile. La tecnologia, come al solito, prova però a venire incontro a chi si trova ad amministrare una mole enorme di dati e trova difficile interfacciarsi con i cittadini.

Il principio alla base dell’open data è infatti quello di mettere a disposizione dei cittadini dati e informazioni, liberamente accessibili, richiamandosi a quei principi di trasparenza, accesso e partecipazione che non sono certo nati nell’era digitale, ma che dal digitale possono certamente ricevere nuova linfa e nuove spinte.

L’open Government, l’apertura della Pubblica Amministrazioni a soluzioni open, e, in un certo senso la liberazione dei dati pubblici, è sempre più auspicata, e anzi viene vista da alcuni come un dovere fondamentale, in un momento in cui l’informazione tende ad essere sempre più condivisa e partecipata: non si vede perchè chi governa dovrebbe essere escluso da questi processi. Sono nati, ad esempio, diversi progetti che mirano a pubblicizzare e promuovere l’adozione dell’open data (come Spaghetti Opendata, che si propone di importare in Italia modelli di amministrazione digitale già in uso in altri Paesi).

L’Italia, sulla spinta della Comunità Europea, che punta a rendere accessibile tutta una miniera di dati “sepolta” nei vari Paesi dell’Unione, è nella fase iniziale del progetto. Il Governo ha infatti messo a punto un portale, Data.gov.it, la cui finalità è quella di raccogliere quanto finora hanno rilasciato gli enti italiani, per metterli a disposizione del cittadino. Il processo non sarà facile, vista la scarsa familiarità delle Amministrazioni italiane con le tecnologie e il divario tra Nord e Sud, che, pur nella fase di lancio, sembra già emergere.

Ma perchè i governi dovrebbero adottare un approccio open? Il motivo, ampiamente condivisibile nella sua disarmante semplicità ed immediatezza, è spiegato dal commissario Ue per l’Agenda Digitale, Neelie Kroes: “i nuovi strumenti di comunicazione digitale possono ringiovanire la politica e sostenere la democrazia stessa”. In pratica, l’open data è assolutamente necessario per garantire che le istituzioni, a tutti i livelli, riescano a mettersi sullo stesso livello dei cittadini per confrontarsi con loro in maniera efficiente, corretta e, quindi, semplicemente, aperta.