Restart, Italia! Pronto il pacchetto per le Startup innovative

Social Media Week Torino: innovazione su Twitter
25/09/2012
Internet Festival 2012 al via dal 4 ottobre
02/10/2012

Restart, Italia! Pronto il pacchetto per le Startup innovative

Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere la presentazione del rapporto Restart Italia!,  il documento elaborato dalla task force del Ministero dello Sviluppo Economico coordinata da Alessandro Fusacchia.
Dentro e fuori dalla rete c’era tanta curiosità e molta attesa per scoprire i contenuti del piano che dovrebbe fungere da incentivo al movimento pro-startup italiano. Tra i punti più caldi, quello che ratifica il pacchetto per la cosiddetta “Srl semplificata” (definita iSrl, dove la i dovrebbe richiamare l’innovazione, ma forse dà anche quel tocco di Apple), che consentirà di ridurre al minimo gli adempimenti necessari per avviare la propria impresa.

Uno dei punti più chiacchierati del documento è il cosiddetto Fondo dei Fondi: stanziato dal Governo per supportare in maniera attiva, cofinanziandoli, i progetti innovativi, rappresenterà anche un aiuto ai venture capitalist disposti ad investire in start-up di futuro successo.
Altre due novità introdotte dal rapporto riguardano social lending e crowdfunding (di cui avevamo già parlato nei mesi scorsi), ai quali si cerca di dare finalmente un punto di riferimento concreto. Nel primo caso, una sorta di prestito tra privati (erogato comunque da società accreditate su piattaforme controllate da Bankitalia) per superare il momento difficile ed il credit crunch che mette in difficoltà chi fa impresa; nel secondo, invece, la raccolta di fondi attraverso microfinanziamenti di piccoli investitori, molto diffusa oltreoceano e da poco adottata con sempre maggiore costanza anche da noi.

Infine, è stato previsto anche un cosiddetto “ecosistema” di startup: un fondo di 50 milioni di euro che andranno a sostenere i progetti che verranno poi cofinanziati dal Governo (per una quota che varia dal 30 al 70% dell’importo totale). Più di tutto però, è interessante l’idea sottostante, vale a dire il riconoscimento – finalmente- della necessità di utilizzare strumenti e metodi condivisi in tema di startup.

Il rapporto, come detto, era molto atteso, e non sono mancate le polemiche: uno dei punti più discussi è quello riguardante i criteri che definiscono l’accesso alle agevolazioni previste dal pacchetto. Vengono infatti specificati dei punti tassativi per evitare che accedano ai fondi anche aziende che non sono “vere” startup: chi vuole richiedere il finanziamento deve quindi dedicare una parte consistente del bilancio  a Ricerca e Sviluppo, deve avere soci altamente specializzati , e, infine, l’azienda deve essere uno spin-off universitario riconosciuto. Uno dei punti più criticati è quello riguardante specializzazione dei soci: in rete sono impazzati i paragoni con aziende che, con questo decreto, non sarebbero mai nate (due nomi su tutti? Microsoft e Facebook). Abbiamo invocato la meritocrazia come ancora di salvezza del nostro Paese, e su questo non ci piove: ma un’idea vincente ha necessariamente bisogno di titoli e riconoscimenti per venire finanziata?

Altro punto caldo, soprattutto politicamente: la composizione della task force che ha redatto il rapporto: Woork Up ha fatto notare come alcuni dei soggetti chiamati a decidere sull’erogazione dei fondi facciano capo a incubatori nazionali o a investitori privati. Dunque, secondo alcuni, un possibile conflitto di interessi all’orizzonte.

Al di là delle polemiche, condivisibili o meno, questo resta un momento importante per l’Italia: finalmente, anche se in ritardo, abbiamo anche noi un punto di partenza per entrare nell’universo start-up. Per migliorare strumenti e modalità di accesso il tempo non mancherà. L’importante è non perdere ancora terreno.