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iSchool, persone e idee della scuola del futuro

Cambiare e innovare la scuola, partendo dal basso. E’ questo l’obiettivo che l’Italia dovrebbe porsi per garantire nei prossimi anni un futuro luminoso alla propria Istruzione, da anni in costante calo e che invece meriterebbe maggiori attenzioni in virtù del suo importantissimo ruolo nella società. Una scuola digitale, innovativa e moderna: di questo si è parlato ieri a Roma ad iSchool, la manifestazione promossa dal World Wide Rome per portare all’attenzione dei media e degli addetti ai lavori le questioni della scuola del presente e del futuro.

Hanno partecipato soprattutto docenti e studenti che hanno cercato di raccontare le proprie storie di innovazione, le loro avventure e le loro idee che, proprio partendo dal basso, stanno provando a cambiare, in meglio, la nostra scuola. Sotto lo sguardo attento del ministro Francesco Profumo, che di innovazione nella pubblica istruzione parlava già da tempo.

Fino ad oggi, però, di innovazioni top-down se ne sono viste poche. Spesso sono ragazzi e docenti intraprendenti a portare l’innovazione nelle scuole italiane, e ieri sono stati proprio loro a mettere in mostra le proprie esperienze per provare  a tracciare una strada percorribile da tutti in futuro. Un futuro che passa da idee di ragazzi in gamba, come il giovane startupper Matteo Boero, che ha lanciato Eugenio, un portale che si propone come una guida per gli studenti nell’analisi dei testi letterari.

Oppure Book in Progress, una rete a livello nazionale di contenuti scolastici digitali, della quale fanno parte già oltre 70 istituti e 800 docenti. Il portale cerca di promuovere e accelerare il passaggio dai libri cartacei a quelli digitali, e ha in un certo senso previsto quelle che sono state le misure messe in cantiere dall’Agenda Digitale, che, parlando appunto di libri di testo, prevede per i prossimi anni la possibilità di adottare sempre più volumi in formato digitale ed elettronico.

E poi, ci sono le innovazioni di carattere tecnologico: tablet da portare in classe, linee a banda larga con cui coprire la totalità degli istituti italiani, lavagne interattive (l’ormai famosa LIM, lavagna interattiva multimediale introdotta da qualche anno per sperimentare nuove modalità di interazione nell’insegnamento).

Certo, per migliorare la scuola pubblica italiana ci sono ancora molte cose da fare, e non solo a livello di tecnologie, quanto di mentalità. Diffondere una mentalità dell’innovazione e premiare quelle persone che, spesso con il proprio tempo e senza aiuti economici dall’alto si impegnano per portare avanti le loro idee di sviluppo e crescita, è solo il primo passo per iniziare a formare giovani sempre più validi a tutti i livelli attraverso le nostre scuole.