Interazioni, engagement, sentiment: monitorare i social media

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Interazioni, engagement, sentiment: monitorare i social media

Una delle sfide più importanti per chi fa comunicazione e promozione sui social media è trovare il modo migliore per capitalizzare l’enorme mole di dati e contatti generata dalle interazioni tramite i social network.

Ma oltre a questo, a tutti i livelli, ancora non si è trovato un terreno comune, un sistema per misurare in maniera univoca e definitiva l’efficacia delle campagne di marketing condotte tramite social media o per quantificare le modalità con le quali vengono coinvolti gli utenti.

Una delle parole chiave in questo ambito è engagement: una traduzione semplice del termine sarebbe “coinvolgimento”, ma in realtà dietro questa parola si nascondono dinamiche molto complesse e che aprono le porte a tutta una serie di possibilità. Infatti, attraverso il coinvolgimento si può costruire un rapporto duraturo tra brand (o comunque tra la fonte da cui il messaggio parte), influencer e consumatori. L’engagement diventa quindi, in una campagna online, l’indicatore del successo del social media marketing.

Like, tweet, follow, +1, commenti: questi sono tutti gli strumenti attraverso cui l’engagement corre sulla rete, e per ora l’unico metro realmente utilizzabile per calcolare in maniera proficua l’impatto dei mezzi impiegati in una campagna social. Ad oggi, sono la base da cui tutti i servizi che cercano di determinare le metriche di interazione sui social network devono partire: combinando questi dati tra loro è possibile ottenere formule che quantificano in maniera precisa tutto quello che succede sui social media.

Ovviamente, però, fermarsi ai numeri, in un mondo fatto di persone, è abbastanza riduttivo, e non rende l’idea delle motivazioni, dei bisogni e delle idee che stanno alla base delle interazioni che generiamo quotidianamente online. Qualcuno ci sta provando, ad esempio monitorando quello che viene definito “sentiment”, in relazione a determinati argomenti su determinati social network.

Esistono quindi dei tools come Sentiment 140 che permettono di ricercare delle parole chiave e scoprire quali sono le reazioni che hanno generato nelle interazioni sul social network. Purtroppo, però, questo e altri motori di ricerca si fermano all’apparenza lessicale, ignorando l’aspetto semantico che sta dietro le parole. Chissà se, con il futuro della ricerca, che sembra evolversi verso il web semantico, sarà più facile misurare anche la qualità delle nostre interazioni sui social network, oltre che la quantità.