Il font: perchè è così importante

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Il font: perchè è così importante

Libri, riviste, cataloghi, siti internet, pubblicità, email. Cosa hanno in comune tutti questi media apparentemente tutti diversi tra loro? Tutti hanno una parte testuale, tutti devono di conseguenza utilizzare un carattere, un font, per veicolare i contenuti.

La scelta del carattere da utilizzare, dunque, è importante quanto quella del colore e delle parole, perché influisce sull’immediatezza del testo, sulla facilità di comprensione del contenuto e sul suo impatto grafico.

Nello specifico, cosa intendiamo quando parliamo di font? Esso è un insieme di caratteri tipografici (lettere e simboli) accomunati da un particolare stile grafico. Le diverse tipologie di carattere si distinguono in base a specifiche caratteristiche anatomiche: hanno un nome, un disegno e la possibilità di assumere diversi aspetti (o stili).

Il carattere tipografico è la manifestazione visibile della parola. Essere in grado di organizzarlo e di gestirne le gerarchie, vuol dire sapere comunicare visivamente un progetto dal punto di vista grafico.

Se con la voce si può sussurrare, gridare, essere contorti o chiari, autorevoli o scanzonati, lo stesso si può ottenere sulla carta attraverso un uso consapevole della tipografia.Anche quando nella nostra composizione le immagini prevalgono sulle parole, se siamo in grado di impostare correttamente il testo, abbiamo in mano la chiave dell’impaginato.

Un carattere è innanzitutto un’immagine e come tale viene percepito dall’occhio: nella sua scelta bisogna quindi trovare un equilibrio, in funzione di ciò che si vuole comunicare.

Oggi, con la grande diffusione degli strumenti informatici e di comunicazione, chiunque è in grado di comporre testi liberamente, potendo contare su una varietà di risorse che un tempo era privilegio solo dei tipografi. Basti infatti pensare al vasto numero di font scaricabili disponibili in Rete, e a come essi si adattano ad ogni tipo di lavoro, tema e situazione.

Il sito tedesco www.100besteschriften.de ha recentemente pubblicato la classifica dei 100 caratteri digitalizzati più utilizzati al mondo. Al primo posto troviamo, e non è una sorpresa, l’Helvetica, seguito dal Garamond. Al terzo posto si piazza il Frutiger ed al quarto il primo carattere italiano, il Bodoni. Gli altri due italiani presenti in classifica sono il Bembo (13°) e l’Eurostile (33°).

E, a dimostrazione di quanto sia importante utilizzare il font giusto per ogni situazione, guardate cosa succederebbe se cambiassimo i caratteri di alcuni tra i film più famosi della storia del cinema…