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Il coworking: l’ufficio in condivisione

Group of Multiethnic Busy People Working in an Office

I periodi di crisi stimolano la nascita di idee innovative, si sa. Una delle ultime novità, di cui si sente sempre più spesso parlare, in termini ottimistici, è il coworking, vale a dire la condivisione di spazi di lavoro tra professionisti di settori diversi, per ridurre le spese di gestione, ma, come vedremo, non solo per questo.

Negli ultimi mesi, come detto, sempre più persone, uffici, organizzazioni hanno deciso di intraprendere la strada del coworking. Il coworking è uno stile di lavoro che prevede l’utilizzo di spazi e ambienti lavorativi condivisi, praticamente in coabitazione. Può trattarsi di un ufficio nel senso classico del termine, dove però si svolgono attività non legate tra di loro. A differenza del classico ufficio, gli ambienti destinati al coworking non sono destinati ad impiegati della stessa azienda. Di conseguenza, questa forma di condivisione degli spazi e questo metodo di lavoro attirano professionisti che altrimenti lavorerebbero da casa, collaboratori con contratti atipici, persone che si spostano frequentemente e che spesso si trovano a lavorare in relativo isolamento. In questo senso, quindi, il coworking si configura anche come opportunità di costruzione di sinergie tra professionisti di ambiti totalmente diversi.

Come detto, la crisi stimola l’innovazione e premia i visionari. E il coworking può aiutare a mettere in contatto professionisti di ambiti lavorativi totalmente differenti, per far nascere idee innovative, nuovi progetti e nuove collaborazioni. Generalmente, chi mette a disposizione gli spazi per il coworking lo fa a prezzi modici, in grado appunto di attirare figure professionali che rinunciano all’utilizzo di spazi privati proprio per le spese eccessive da sostenere. Ma, soprattutto, il coworking offre una flessibilità che difficilmente altre forme di affitto degli spazi possono offrire. Pensate per esempio ad un professionista che si trova in una città per una sola settimana, e possa affittare uno spazio di lavoro solo per quella settimana, ad un prezzo competitivo. Anche solo dal punto di vista pratico, dunque, lavorare in questa modalità organizzativa ha i suoi vantaggi.

Anche a livello concettuale, il coworking si inserisce perfettamente nel contesto storico che stiamo vivendo. Nell’epoca della condivisione e della collaborazione, dell’approccio partecipativo, e, perché no, della flessibilità in tutte le sue forme, anche gli spazi lavorativi diventano comuni, condivisi e partecipati. Negli anni dello sharing, diventa automatico pensare alla condivisione degli ambienti di lavoro. Nella società della flessibilità, era normale pensare che gli uffici tradizionali potessero venire sconvolti da nuove modalità di pensare il lavoro. E allora, forse, nei prossimi anni ci troveremo a cambiere un ufficio al giorno, in nome della flessibilità e della condivisione.