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Tecnologia, futuro e connessioni continue: dove stiamo andando?

L’uomo, nel corso della sua storia, è sempre stato abituato a plasmare il mondo che ha abitato, e a produrre strumenti e tecnologie che poi lo avrebbero aiutato a modellare questo mondo. E’ la storia del mondo come lo abbiamo sempre conosciuto. Ma oggi, in maniera sempre più evidente, le tecnologie che l’uomo costruisce, sempre più evolute, sempre più potenti, sempre più intelligenti -tanto da poter essere considerate in qualche modo autonome- stanno ribaltando questa situazione. Oggi, gli strumenti tecnologici a disposizione dell’uomo stanno rimodellando le nostre abitudini, il nostro modo di vivere, il nostro lavoro.

Certo, forse sarebbe più giusto dire che l’agente portatore di cambiamento sia il comportamento dell’uomo quando utilizza queste estensioni tecnologiche. Ma la metafora è troppo ghiotta per non essere utilizzata. Si, oggi non dobbiamo avere paura di ammettere che il mondo è cambiato, e sta succedendo in maniera indipendente dalla nostra volontà e in una maniera che spesso sfugge al nostro controllo. Non siamo noi a indirizzare il futuro, sono le tecnologie che abbiamo a disposizione che ci dicono dove potremo andare e come ci arriveremo. E’ un male? Non credo.

Un esempio? Gli smartphone, i tablet, i device di nuova generazione che portiamo ogni giorno nelle nostre tasche e nelle nostre borse. Hanno cambiato il nostro modo di vivere, in una maniera tanto rapida da risultarci invisibile. Solo qualche anno fa, quando gli smartphone erano materiale per ricchi businessmen e uomini d’affari internazionali (ve li ricordate quelli che con un Blackberry in mano sembravano potessero sollevare il mondo?), era inimmaginabile pensare che tutti avremmo avuto, entro pochi anni, un aggeggio del genere tra le nostre mani.

Un terminale che, in pochi centimetri di grandezza, contiene tutto il sapere umano. Basta essere collegati ad internet -e le connessioni in mobilità sono oramai diventate realtà- e abbiamo sul palmo della nostra mano un universo intero. E pensare che solo 15 anni fa la gente riempiva gli scaffali con enciclopedie da 20 e più volumi, che nel giro di qualche mese rischiavano di diventare obsolete. E nessuno ha deciso che doveva essere così. E’ stato l’utilizzo degli strumenti tecnologici che ci ha spinto in questa direzione. In maniera naturale.

Pensiamo anche alle connessioni. Fino a qualche anno fa, se volevo rendermi irreperibile, potevo farlo abbastanza semplicemente. Oggi, senza bisogno di scomodare Datagate, spionaggio, governi e complotti, rendersi invisibili è praticamente impossibili. Chi ci cerca ha talmente tanti strumenti per farlo che in qualche modo riuscirà a contattarci. Viviamo in un mondo in continua connessione. Ed è tutto a nostro vantaggio, perché in fin dei conti, il futuro lo scriviamo giorno dopo giorno con quello che abbiamo a disposizione. E di materiale a disposizione adesso ne abbiamo davvero tanto.