Startup nel mondo: 2015 da primato

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Startup nel mondo: 2015 da primato

Lo scorso anno record per le startup nel mondo.

Il 2015 è stato un anno che ha portato una ventata di ottimismo nel contesto delle startup nel mondo, quello internazionale. Basti pensare che sono stati ben 128 i miliardi di dollari investiti globalmente: tanti anche in virtù del fatto che l’anno precedente erano stati “solo” 89 i miliardi di dollari. Si è avuto, quindi, un dignitosissimo incremento del 44% negli investimenti in Venture Capital a livello globale: questi dati la dicono lunga su quanto il fenomeno delle startup non sia affatto da considerare come una moda passeggera, ma tutt’altro: siamo di fronte a un reale fenomeno destinato a imprimere un segno importante e concreto sull’economia mondiale.

Secondo uno studio pubblicato recentemente dalle strutture interne a Kpmg e CB Insights, però, l’ammontare degli investimenti in realtà ha subito una leggera diminuzione rispetto allo scorso anno, con un calo che si è evidenziato in particolare nell’ultimo periodo del 2015, essendo l’entusiasmo degli investitori raffreddatosi bruscamente. La causa è da rintracciare in una serie di fattori che hanno finito per indebolire l’economia mondiale, rendendo peraltro più prudenti i fondi di Venture Capital: difficoltà di crescita della Cina e l’aumento dei tassi di interesse negli Usa in particolare hanno contribuito a questo trend negativo.

L’Europa, in questo senso, sembra aver retto meglio degli Usa e ancora meglio dell’Asia, che ha visto repentino e deciso crollo di interesse nell’ultimo periodo dell’anno. Il Regno Unito, in particolar modo, sembra essere la vera locomotiva che traina il Vecchio Continente, aggiudicandosi una buona fetta di tutto il denaro raccolto.

Più delle singole percentuali, è importante considerare che la chiusura del 2015 sembra aver portato una folata di realismo negli investitori. In particolare, la poco entusiasmante performance di alcune aziende tecnologiche quotate in Borsa, unita allo sgonfiarsi di alcuni aziende valutate più di un miliardo di dollari, ridotte di colpo a dimensioni inferiori e al timore di una bolla, hanno portato a considerare meglio cosa merita davvero un investimento e cosa no.