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Startup italiane: un quadro della situazione

Pubblicato da poco il rapporto trimestrale del Ministero dello Sviluppo Economico  sulle startup italiane 

Recentemente è stato pubblicato il nono rapporto trimestrale sui principali trend demografici e finanziari delle startup innovative italiane. Il rapporto è stato realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con InfoCamere e UnionCamere.

Alcuni dati demografici

Il primo dato importante è l’incremento (+7,07%) delle startup innovative iscritte al registro delle imprese da giugno (rilevazione precedente) a settembre 2016. L’incidenza delle startup sul totale delle società per capitali italiane si attesta a quota 0,4%. Il capitale sociale è pari a 335, 5 milioni di euro con un decremento del 4,5% rispetto al precedente trimestre. Il numero di startup innovative a prevalenza giovanile è pari al 22,4% del totale. Quota più di tre volte superiore rispetto a quella rilevata tra tutte le società di capitali (6,85%). Se si considerano le startup in cui almeno un under 35 è presente nell’asset sociale, la percentuale sale al 38,19%.

Più del 13,8% delle startup italiane sono a prevalenza femminile, contro il 16, 83% se si guarda l’interno complesso delle società di capitali. Le startup che presentano almeno una donna nella compagine sociale sono il 44,49%. Il 2,58% delle startup presentano un asset sociale prevalentemente straniero, mentre le startup in cui è presente almeno un cittadino non italiano sono il 12,9%.

Bilancio, distribuzione territoriale e settori

Circa i bilanci, il valore della produzione media (pari a 152mila euro) è cresciuto del 33,42% rispetto allo scorso anno. Il reddito operativo complessivo è di poco superiore agli 88 milioni di euro (contro i 61 milioni del 2014). La percentuale delle imprese in perdita (57.07%) è simile a quella del 2014 (56,54%). Per quanto riguarda la distribuzione geografica, la Lombardia, in valore assoluto, è la regione che presenta il maggior numero di startup. A seguire Emilia-Romagna, Lazio, Veneto e Campania, che ha superato il Piemonte. In coda alla classifica Basilicata, Molise e Valle D’Aosta. La regione che presenta, invece, l’incidenza di startup più elevata rispetto al totale delle società di capitali, è il Trentino Alto Adige. Seguono Marche, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia e Valle D’Aosta.

La maggior parte delle startup italiane, circa il 70,5%, offre servizi alle imprese. Nello specifico, il 29,8 % si occupa di consulenza informatica, il 14,7% è impegnato in attività di ricerca e sviluppo e l’8,1 % in servizi d’informazione. Nella classifica dei settori di attività seguono le attività manifatturiere (19,6%) e il commercio (4,4%).