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Gli ecosistemi industriali

GLI ECOSISTEMI INDUSTRIALI

Gli Ecosistemi industriali ovvero l’utilizzo del green per il marketing delle aziende tra innovazione ed ecologia. In questo corso analizzeremo gli scenari normativi previsti dall’Italia a sostegno dell’ecologia industriale e parleremo delle prospettive delle aziende italiane in ottica green mediante differenti esempi di industria ecosostenibile finalizzata ad una produzione nel rispetto dell’ambiente. Infine analizzeremo le nuove frontiere lavorative ecosostenibili.

Obiettivi del corso

Informare sulle opportunità a sostegno dell’innovazione e dell’ecosostenibilità perchè sostenibilità ambientare e il business delle aziende possono essere ottimi alleati per il futuro delle nuove generazioni.

Durata complessiva

Questo corso ha una durata complessiva di 7 ore, test di apprendimento esclusi.

Programma

Cap.01 Incentivi industria 4.0 – normativa
Lezione 1.1 Presentazione del corso
Lezione 1.2 la strategia industria 4.0 e la sua riforma
Lezione 1.3 la riforma delle misure fiscali “industria 4.0”
Lezione 1.4 dal super e iperammortamento al credito d’imposta
Lezione 1.5 sostegno al credito e alla liquidità – prima parte
Lezione 1.6 sostegno al credito e alla liquidità – seconda parte
Lezione 1.7 sostegno al credito e alla liquidità – terza parte
Lezione 1.8 credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo
Lezione 1.9 il credito di imposta in ricerca e sviluppo ex art. 3 D.l. N. 145/2013
Lezione 1.10 il nuovo credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo
Lezione 1.11 credito d’imposta per le spese di formazione nel settore delle tecnologie 4.0

Cap.02 La Green Economy
Lezione 2.1 II dieci punti del green Deal
Lezione 2.2 L’economia dello sviluppo sostenibile
Lezione 2.3 Il clima globale, la sfida primaria dello sviluppo sostenibile
Lezione 2.4 Green economy ed energia
Lezione 2.5 Lo sviluppo sostenibile del territorio
Lezione 2.6 Mobilità sostenibile
Lezione 2.7 Le priorità

Cap.03 Sostenibilità ambientale e sviluppo industriale
Lezione 3.1 Il ruolo dell’eco-sostenibilità
Lezione 3.2 Ecologia industriale
Lezione 3.3 Il fondo Progress Tech Transfer
Lezione 3.4 Il marchio green per valorizzare i prodotti made in Italy
Lezione 3.5 Diagnosi delle risorse per ottimizzare il riutilizzo degli scarti aziendali
Lezione 3.6 Economia circolare in Italia

Cap.04 La Green Economy nel mercato del lavoro
Lezione 4.1 Premesse
Lezione 4.2 le imprese, la green economy e la domanda di lavoro
Lezione 4.3 le competenze
Lezione 4.4 le professioni
Lezione 4.5 la domanda di competenze green nelle costruzioni
Lezione 4.6 la domanda di competenze green nel turismo
Lezione 4.7 La domanda di competenze green nella meccatronica

Cap.05 Esempi di Ecosostenibilità Green Economy e Circolarità
Lezione 5.1 Applicazioni dell’ecologia industriale a livello internazionale
Lezione 5.2 Gestione intelligente dei rifiuti
Lezione 5.3 Sostituto o riciclo della plastica
Lezione 5.4 Nuovi materiali biodegradabili e “intelligenti”
Lezione 5.5 Domotica ed ecosostenibilità
Lezione 5.6 ROMEO trasforma vecchi computer e cellulari in miniere d’oro
Lezione 5.7 Meno emissioni di CO2
Lezione 5.8 Fotovoltaico
Lezione 5.9 L’elettricità viene dalle piante
Lezione 5.10 Dalle arance tessuti e bioplastica
Lezione 5.11 Vernici ricavate dagli scarti di frutta e verdura
Lezione 5.12 Binari ferroviari riciclati
Lezione 5.13 Biomateriali
Lezione 5.14 Dagli scarti di verdura alla plastica
Lezione 5.15 Pedana per il traffico che converte energia
Lezione 5.16 Mattoni ecologici
Lezione 5.17 Facciate di palazzi mangia smog e quartieri green
Lezione 5.18 Abitare il green
Lezione 5.19 Il Bio-mattone
Lezione 5.20 Isole d’Italia: più acqua dolce meno trasporto su cisterna
Lezione 5.21 Spiaggia green
Lezione 5.22 La serra bioclimatica che taglia la bolletta
Lezione 5.23 la logistica illuminata dal green
Lezione 5.24 microsoft e I server sottomarini
Lezione 5.25 hbi e le tecnologie innovative eque
Lezione 5.26 aviazione sostenibile
Lezione 5.27 l’impronta ecologica di velux
Lezione 5.28 Conclusioni e saluti

Le attività formative dovranno riguardare: vendite e marketing, informatica, tecniche e tecnologia di produzione. In particolare, le tematiche previste nella Formazione 4.0 sono le seguenti:
– big data e analisi dei dati;
– cloud e fog computing;
– cyber security;
– simulazione e sistemi cyber-fisici;
– prototipazione rapida;
– sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (rv) e realtà aumentata (ra);
– robotica avanzata e collaborativa;
– interfaccia uomo macchina;
– manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
– internet delle cose e delle macchine;
– integrazione digitale dei processi aziendali.

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura del:
– 30% delle spese sostenute per le Grandi Imprese, con un massimo di 250.000 euro annui.
– 40% delle spese sostenute per le Medie Imprese, con un massimo di 250.000 euro annui.
– 50% delle spese sostenute per le Piccole Imprese, con un massimo di 300.000 euro annui.
– 60% delle spese sostenute nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione rientrino nelle categorie dei lavoratori svantaggiati.

È agevolabile il costo aziendale del personale dipendente impegnato nelle attività di Formazione 4.0 sia come «discente» che come «docente» o «tutor», limitatamente alle ore o alle giornate di formazione. Sono pertanto inclusi:
– I costi del personale che partecipa alla formazione, da calcolarsi sul costo orario del dipendente e delle ore di formazione sostenute. Per personale dipendente va inteso il personale con rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, inclusi gli apprendisti.
La relativa retribuzione va calcolata al lordo di ritenute e contributi previdenziali e assistenziali, inclusi i ratei di Tfr, mensilità aggiuntive, ferie e permessi ecc. maturati durante le ore di formazione compresi eventuali indennità di trasferta per corsi fuori sede.
– Le spese generali indirette per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione, quali ad esempio di locazione, amministrative e di erogazione dei corsi in modalità FAD (come nel nostro caso).
– I costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione, quali ad esempio quelli relativi all’asseverazione del credito da parte di un revisore contabile esterno all’azienda.
– Le spese del personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione.
– I costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, come eventuali spese di viaggio e di alloggio, materiali e forniture direttamente attinenti al progetto, ammortamento di strumenti e attrezzature nella misura in cui sono utilizzati esclusivamente per il progetto di formazione.

Tutte le imprese, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalle dimensioni, dal regime contabile adottato e dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali, compresi gli enti non commerciali per l’attività commerciale eventualmente esercitata.
Non possono beneficiare dell’agevolazione i professionisti titolari di reddito di lavoro autonomo e le “imprese in difficoltà”, così come definite dall’articolo 2, punto 18, del regolamento (Ue) n. 651/2014.

Possono essere coinvolti nella Formazione 4.0 tutti i lavoratori dipendenti presso l’azienda, sia occupati a tempo pieno che a tempo ridotto o con contratto a tempo determinato o indeterminato per un massimo di 600 ore di formazione per ciascun lavoratore.

Il credito di imposta maturato grazie alla Formazione 4.0 va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.
Il credito è utilizzabile, esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Ai fini dell’ammissibilità al credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione – da allegare al bilancio – rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti. Sono escluse dall’obbligo di certificazione le imprese con bilancio revisionato.

È ammissibile, a incremento diretto del credito d’imposta entro il limite di euro 5.000, la spesa sostenuta per adempiere l’obbligo di certificazione contabile da parte delle imprese non soggette ex lege a revisione legale dei conti.

Le imprese beneficiarie del credito d’imposta sono inoltre tenute a redigere e conservare:
– una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte;
– l’ulteriore documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare la corretta applicazione del beneficio, anche in funzione del rispetto dei limiti e delle condizioni posti dalla disciplina comunitaria in materia;
– i registri nominativi di svolgimento delle attività formative sottoscritti dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno all’impresa.

Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione sono tenute ad effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico, richiesta al solo fine di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative.

Certo.
In merito ai luoghi di svolgimento dell’attività di formazione il Ministero dello Sviluppo Economico non ha previsto specifici vincoli ai fini dell’agevolazione; infatti, ci si era chiesto se valessero solo i corsi in aula o anche i corsi e le lezioni online. A tale quesito ha risposto il Mise con la circolare 3 dicembre 2018, precisando che sono ammesse anche «le attività formative (…) organizzate e svolte (in tutto o in parte) in modalità “e-learning” e cioè in modalità diversa rispetto alla tradizionale modalità c.d. “frontale” o “in aula”».
Tuttavia, tale modalità di svolgimento delle attività formative pone particolari problemi applicativi e conseguenti oneri da rispettare per l’impresa ai fini del soddisfacimento del requisito generale riguardante il controllo dell’effettiva partecipazione (presenza) del personale dipendente alle attività medesime. Secondo il Mise, agli effetti della concessione dell’agevolazione, l’utilizzo dei corsi “e-learning” e/o in “streaming” impone alle imprese l’onere di adottare strumenti di controllo idonei ad assicurare, con un sufficiente grado di certezza, l’effettiva e continua partecipazione del personale impegnato nelle attività formative.
In tal senso, l’architettura dei corsi deve caratterizzarsi per la sua interattività e deve, facendo riferimento all’attuale evoluzione tecnologica e didattica, prevedere specifici momenti di verifica, consistenti nella proposizione di quesiti non particolarmente complessi distribuiti nelle lezioni a intervalli di tempo irregolari distanti non più di 15 minuti l’uno dall’altro.
I corsi erogati da Broxlab per la formazione 4.0 sono ovviamente conformi a quanto sopra richiesto.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.
Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, l’apposita certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. Nell’assunzione di tale incarico, il revisore legale dei conti o la società di revisione legale dei conti osservano i princìpi di indipendenza elaborati ai sensi dell’articolo 10 del suddetto decreto e, in attesa della loro emanazione, quelli previsti dal codice etico dell’International Federation of Accountants (IFAC).

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Margherita Caponigro

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