Clubhouse: oggetto del desiderio di milioni di utenti android, una piattaforma a cui non hanno invito, perché ottimizzata solo per iOS. Alzi la mano che non ha mai sentito parlare di Clubhouse nell’ultimo mese! Il nuovo social network fatto di chat room audio è partito un anno fa, ma è stato consacrato solo a fine gennaio da Elon Musk. Elitaria, millennial e senza il principale contenuto dei social mainstream: le immagini. Scopri come funziona la piattaforma di cui tutti stanno parlando.

Il 31 gennaio scorso, il patron di Tesla e Space X, ha dato appuntamento ai suoi follower di Twitter su Clubhouse, senza specificare di cosa avrebbe parlato. Cinque minuti prima dell’appuntamento la piattaforma va in tilt per le troppe richieste d’accesso. I follower di Elon Musk hanno intasato le stanze di Clubhouse: è la consacrazione di questo social. Per i 5mila fortunati partecipanti della stanza di Musk, gli argomenti sono stati dei più vari: l’uomo su Marte, i progetti Tesla in merito all’intelligenza artificiale, i bitcoin, fino ad arrivare al cinema con un apprezzamento per il film Tenet di Christopher Nolan.

Ma facciamo un passo indietro: come funziona Clubhouse e qual è la chiave del suo successo?

Clubhouse: come funziona il nuovo social vocale

Se, banalmente, Facebook è il social dei contenuti scritti, Instagram è quello delle immagini e TikTok quello dei video, Clubhouse è il social media dei messaggi vocali. L’obiettivo di questa nuova piattaforma, infatti, è quello di creare conversazioni fra utenti attraverso l’interazione vocale in tempo reale. Si tratta, quindi, di qualcosa che sta a metà strada fra una chat vocale e un podcast aperto.

Diversamente dai social a cui siamo abituati, non c’è nessuna dashboard da scorrere per vedere cosa pubblicano gli altri. Ci sono, invece, delle stanze di discussione live, Room, in cui si può entrare per ascoltare o per parlare, vedremo come.

Chiunque può aprire una Room, diventandone amministratore e moderatore. La Room può essere:

  • Open, ovvero una stanza aperta a chiunque stia navigando nell’app;
  • Social, visibile solo alle persone che si seguono;
  • Closed, come si può intuire, privata, accessibile cioè solo a chi l’ha creata e a chi è stato invitato, una logica simile a quella dei gruppi Telegram.

Spiegata in questo modo, potrebbe sembrare che Clubhouse si divida in due: una parte di conversazioni in anarchia e una segreta. In realtà, all’interno delle stanze, ci sono ruoli ben definiti, che però non sono fissi. Ad esempio, chi accede a una stanza pubblica è inizialmente in muto. Per intervenire, deve effettuare una richiesta, sarà poi il moderatore a dargli la parola. Ecco i tre ruoli che si possono assumere in una Room:

  • Moderator: chi crea la stanza e sceglie la tematica da trattare. Dà la parola a chi vuole intervenire o, al contrario, può levarla quando lo ritiene opportuno.
  • Speaker: l’utente che è entrato nella stanza già attiva e prende la parola.
  • Listener: chi ascolta gli interventi degli speaker.

Non c’è un limite di tempo per le conversazioni all’interno di una stanza virtuale; molte arrivano a durare anche diverse ore, ma, con il tasto Leave quietly, è possibile lasciare la stanza in qualsiasi momento, rientrando casomai in un secondo momento.

Posso accedere a Clubhouse con un invito se sono android user?

Eh già, non è una domanda banale. Non ancora, ma per ora si tratta di una versione beta. Come abbiamo già detto, si accede solo su invito di altri iscritti e solo se si è utenti Apple. I creatori hanno spiegato che queste limitazioni non sono state una scelta di marketing, ma sono solo state dettate da ragioni di gestione del carico. Che sia voluto o no, questo aspetto elitario crea ancora più hype attorno alla nuova piattaforma.

Per chi ha iOS ma non ha ancora ricevuto l’invito, può comunque scaricare Clubhouse su App Store e mettersi in lista d’attesa, aspettando che uno degli amici collegati lo inviti ufficialmente.

Il futuro dei social è audio?

Per dire se quello dell’audio sarà un trend per tutti i nuovi social network, è troppo presto. C’è comunque da dire che Clubhouse non è l’unica app che lavora con la voce. Discord, lanciato nel 2015 e con 100 milioni di utenti, quest’anno ha deciso di passare da una piattaforma audio per i giocatori a una piattaforma audio per tutti. Dal canto suo, anche Twitter sta sviluppando una propria versione del social basato sui contenuti audio che si chiama Audio Spaces.

Chissà quale piattaforma tra queste riuscirà a ottenere lo status di mainstream e plasmare il futuro del social networking. Ora è troppo presto per dirlo, ma bisogna tenere le orecchie sempre aperte, ora più che mai!

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Clubhouse è il social a cui si può accedere tramite invito per iOS e in arrivo anche per android. Scopri come funziona il social audio.
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