L’utilizzo dei social media per promuovere prodotti e servizi e per veicolare attività di marketing prima svolte quasi solo offline si sta rapidamente diffondendo in ogni tipo di business, e sta anzi diventando una componente irrinunciabile di un buon marketing mix. La novità principale che si è verificata nel settore dell’advertising con l’avvento dirompente dei social network è sicuramente il cambiamento di paradigma nelle modalità di comunicazione.

Abbiamo infatti assistito -almeno per quanto succede online- al declino del modello broadcast, da uno a molti, in favore di una comunicazione sempre più bidirezionale, dove gli utenti (che quando si parla di marketing sono sempre anche consumatori) hanno un peso specifico molto più importante nelle dinamiche di mercato. Oggi i brand entrano in contatto diretto con i consumatori, e quindi sono obbligati a prestare un’attenzione sempre maggiore ai pareri e alle opinioni dei consumatori.

Attraverso il meccanismo dei “like” e delle preferenze su Facebook, ad esempio, si attiva un processo che per le aziende ha un valore doppio: da una parte infatti è un metodo per costruire una brand awareness e un’immagine della marca all’esterno, mentre in seconda battuta le pagine sui social media vengono sempre più spesso usate per raccogliere pareri e opinioni sui prodotti o servizi offerti dall’azienda. State pur certi che, se un prodotto è un flop clamoroso, o se un’iniziativa raccoglie consensi da tutte le parti, sui social network lo si verrà a sapere in un tempo infinitesimamente piccolo.

Indiscutibilmente,poi, uno degli obiettivi prioritari di chi cerca di stimolare e catturare l’attenzione dei consumatori, di qualunque tipo essi siano, è cercare di misurare l’efficacia delle azioni messe in campo. E, prima che i social media venissero utilizzati come strumenti di marketing, la misurabilità delle campagne di marketing era spesso un dato aleatorio, non troppo affidabile e soggetto a valutazioni troppo poco oggettive, basate a volta su dati di provenienza oscura e che non potevano verificare effettivamente l’avvenuta ricezione del messaggio da parte dei target.

Oggi invece, per chi gestisce campagne online, gli strumenti sono sempre più efficienti, e permettono operazioni sempre più interconnesse tra loro. Uno dei trend in crescita negli ultimi mesi è infatti la promozione di brand e negozi su Foursquare e altri servizi simili di geolocalizzazione. Il vantaggio più evidente di questi servizi? Che una volta messo in moto il meccanismo, se la strategia alla base è buona, e se si è lavorato bene, spesso sono gli stessi consumatori a fare pubblicità ai servizi più efficienti. Insomma, una sorta di democrazia partecipativa del marketing.

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