Come viene utilizzato Twitter in Italia? Quali sono i suoi punti di forza e cosa c’è da migliorare? Oggi alla Social Media Week di Torino il dibattito più interessante di giornata era sicuramente “Come si diffonde l’innovazione su Twitter: il mood dei social network”, ma ovviamente i temi esplosi durante il dibattito hanno abbracciato tutte quelle che sono le problematiche più interessanti relative al social network più chiacchierato del momento. Il tavolo dei relatori, d’altronde, prometteva più che bene: Vincenzo CosenzaLuca Sofri, Stefano QuintarelliLuca Conti.

Tra passato e futuro della piattaforma, sono stati affrontati quasi tutti i temi più caldi del momento: dai grandi progressi in fatto di numeri ( gli utenti italiani sono cresciuti ben oltre il 100% nell’ultimo anno), alle prospettive per chi fa giornalismo, sia tradizionale che online, fino ad arrivare alle strategie di comunicazione utilizzate dalle aziende su Twitter.

In apertura, Vincenzo Cosenza ha presentato la sua analisi sul sentiment, in relazione all’utilizzo del social network da parte degli italiani nell’ultimo periodo, cercando di far capire come dall’analisi dei tweet si possa efficacemente comprendere quali sono i sentimenti di un grande numero di utenti in relazione ad una determinata tematica. E poi ancora si è parlato di trending topic, a detta di Cosenza troppo spesso determinati da fattori poco cristallini e che non mettono quindi in evidenza quelli che sono realmente gli argomenti più discussi su Twitter.

Luca Sofri, invece, ha parlato, dall’alto della sua esperienza al Post, del presente e del futuro del giornalismo, e di come sia cambiato attraverso Twitter. In particolare, di come i social media siano un valore aggiunto incredibile per chi fa informazione. Le agenzie di stampa stanno diventando sempre meno importanti, soprattutto per quanto riguarda la politica internazionale:  Twitter infatti su determinati argomenti arriva prima e meglio. E, oltre a questo, a breve dovremo ridiscutere il concetto di autorevolezza della testata. Sempre più persone infatti, leggono le notizie tramite il link da Twitter, senza passare per l’home page del giornale: un fatto che deve far riflettere su come stiano cambiando i meccanismi di accesso all’informazione.

Stefano Quintarelli apre il suo intervento con una romantica citazione: per lui Twitter è l’erede dei gruppi di discussione di Usenet, da cui ha ripreso la funzione di segnalazione di contenuti interessanti. Anche per Quintarelli, dunque, Twitter ha sostituito i giornali e le agenzie di stampa come punto di accesso all’informazione. Quello che l’utente cerca, lo trova sulla propria timeline, ha sempre meno bisogno di andare a cercarlo su un motore di ricerca o, addirittura, su un sito web. Ma allora, la domanda diventa: Twitter porta acqua al mulino del giornalista o della testata? La risposta sta probabilmente nelle soluzioni che le redazioni sapranno cercare a questo problema nei prossimi anni.

Ci sono ovviamente ancora tante cose da sistemare: una delle principali carenze di Twitter pare infatti essere quella di non avere un meccanismo che consente di verificare il ritorno e l’engagement dei propri messaggi. Tutti i relatori hanno auspicato la nascita in tempi rapidi di uno strumento che possa dare agli utenti la facoltà di vedere chi, quando e come ha letto un proprio tweet.

Dunque, Twitter come volano di innovazione funziona. I primi settori ad essere stati investiti dalla rivoluzione degli uccellini cinguettanti sono stati la comunicazione e l’informazione, un pò meno il marketing, spesso a causa di scelte non troppo oculate da parte dei responsabili aziendali della comunicazione. Ma in ogni caso, il futuro dell’innovazione passa da qui.