L’utilizzo dei social network ha cambiato radicalmente il nostro modo di approcciarci alla tecnologia e il nostro modo di utilizzare quotidianamente gli strumenti informatici . Ma per qualcuno, i social media sono diventati anche uno strumento per cercare e offrire lavoro, risparmiando tempo in colloqui spesso infruttuosi da una parte, e potendo avere accesso ad un gran numero di informazioni difficilmente reperibili diversamente per chi sta invece dall’altra parte della barricata.

Una delle nuove tendenze emerse infatti con l’allargamento del bacino di influenza dei social network è il social recruiting, la cui definizione è oggetto di dibattito, e che potrebbe essere scissa in due ambiti differenti: di sicuro c’è che per social recruiting si intende l’attività di cercare (o trovare) lavoro attraverso i social media. Da una parte però, ci sono dei comportamenti “passivi”, vale a dire tutto il lavoro di ricerca di informazioni sui candidati attraverso i social network  da essi utilizzati, ricerche delle quali i potenziali candidati sono spesso ignari. Dall’altra parte invece c’è l’attività di tutte quelle persone che utilizzano i social network per promuovere la propria figura (basti pensare a come certi professionisti della rete utilizzano social network per così dire “tradizionali” come Facebook e Twitter) oppure per pubblicare veri e propri annunci di lavoro mirati a settori specifici (ed è questo il caso di Linkedin, piattaforma professionale per lo scambio di informazioni sul mondo del lavoro).

E proprio in questi comportamenti va ricercato il bug – se così possiamo chiamarlo-  del social recruiting. Da studi effettuati è infatti emerso che in genere chi cerca lavoro tende a curare a questo scopo i suoi contatti su Facebook e Twitter, mentre le aziende sono sempre più orientate alla ricerca di candidati sui social network professionali, Linkedin su tutti. Probabilmente, a causa della cattiva reputazione che Facebook e Twitter si sono fatte nei loro primi anni di vita tra chi i social media li usa per lavoro.

Sorprendentemente, i numeri sfatano anche un altro tabù: gli over 45 sono tra le persone più attive nel cercare un lavoro tramite i social network (come si può dedurre da questa interessantissima infografica che spiega anche altre dinamiche del social recruiting), a differenza di quelle che sono le tendenze generali nell’utilizzo dei social network, terra di conquista soprattutto dei più giovani.

L’interesse  crescente verso il social recruiting è dimostrato anche dai numeri di Linkedin: il social network professionale ha recentemente raggiunto quota 150 milioni di iscritti, e la sua evoluzione dal 2003 ad oggi dimostra che le dinamiche del lavoro del futuro si sposteranno sempre di più verso l’online.