Un anno di emergenza e di smart working, così diventa d’obbligo parlare di diritto alla disconnessione. Smart working sì, smart working no, chi lo elogia perché dà finalmente flessibilità ai lavoratori e chi lo vede come un enorme danno per i dipendenti, che con la scusa della flessibilità lavorano senza orari. Nel tempo, il lavoro agile si è dimostrato un’arma a doppio taglio per i dipendenti. Una grande opportunità, ma anche un grande rischio se non viene fatto nel modo giusto. L’UE sta pensando a delle strategie per risolvere le ambiguità della legge.

Il lavoro agile (o smart working), in Italia, è stato introdotto con la Legge 81/2017. Spesso usato in maniera impropria, abbiamo cercato di dare qui una definizione del termine. Una concezione di lavoro aziendale dove non c’è più l’idea di orario d’ufficio, ma di lavoro per obiettivi. Un lavoro svincolato dai canonici spazi e tempi. Il tutto, purché entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

Nel contesto del diritto alla disconnessione quindi, il lavoratore deve essere libero di poter disattivare le strumentazioni tecnologiche e le piattaforme informatiche di lavoro. In altre parole, per il lavoratore, devono essere previsti i tempi di riposo e le misure tecniche ed organizzative.

In Italia, il diritto alla disconnessione è stato espressamente disciplinato dal CCNL relativo al personale del comparto Istruzione e Ricerca 2016/2018. Successivamente, è stato regolamentato anche per i Quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali. In altre parole, il diritto è affermato nei contratti nazionali del lavoro, ma spesso nella prassi possono verificarsi problemi legati a ripercussioni per mancate risposte. Ed è proprio a questa esigenza che vuole rispondere l’Unione Europea con una nuova legge unica per tutti i Paesi.

Il Parlamento europeo chiede una nuova legge per il diritto alla disconnessione

Guardando all’Europa, la maggior parte degli Stati membri UE hanno regolamentato lo smart working, ma quasi nessuno riconosce il diritto alla disconnessione. Al livello comunitario, attualmente non esiste ancora alcuna legislazione al riguardo, ma esistono diverse leggi approvate nei singoli Paesi, come in Italia, in Francia, in Belgio o in Spagna. Così, lo scorso 21 gennaio, il Parlamento europeo ha proposto una legge in Commissione europea su questi temi . La richiesta è quella di proporre una legge che permetta ai lavoratori di disconnettersi al di fuori dell’orario di lavoro, senza che questo abbia delle conseguenze sui lavoratori e che stabilisca degli standard di base da rispettare per il lavoro da remoto.

Una modalità di lavoro always on, infatti, può avere ripercussioni gravi sul singolo lavoratore. Si parla, in questi casi, di tecnostress, ossia la sindrome che colpisce l’individuo che deve gestire forme di conoscenze complesse e il flusso informativo offerto dalle nuove tecnologie. Fa parte delle malattie professionali ed è stata riconosciuta nel 2007 dal Tribunale di Torino. Inoltre, oltre agli impatti sulla salute, le interruzioni al tempo di riposo e l’estensione delle classiche ore lavorative rischiano di portare a straordinari non pagati.

Ecco un po’ di numeri… I lavoratori nell’UE che hanno cominciato a lavorare da casa con l’emergenza sanitaria COVID-19 sono il 37%. Nonostante lo smart working sia un efficace modo di lavorare anche senza la presenza in ufficio, che ha consentito a diverse aziende di sopravvivere alla crisi del coronavirus; in realtà questa modalità ha anche reso difficile la separazione tra la vita privata e vita professionale.

Il 27% degli smart worker in UE ha lavorato durante il suo tempo libero. Oggi più di 300 milioni di persone al mondo soffrono di depressione e di disturbi mentali legati al lavoro. Questa legge potrebbe essere una chiave di svolta.

In Broxlab crediamo fortemente nel valore di un lavoro che dia flessibilità ai dipendenti, purché la flessibilità sia effettiva. Lo smart working è una grandissima opportunità per tutti, sfruttiamolo al meglio!

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Smart working e diritto alla disconnessione
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Lo smart working ci impone di porci il problema del diritto alla disconnessione. Ecco come si sta muovendo l'Unione Europea...
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