Resto al Sud: visionari neoimprenditori invertono la rotta

“Terra di sud, terra di confine, terra di dove finisce la terra”. Questo l’ irrequieto “ballo di San Vito” cantato da Capossela, che molti giovani meridionali conoscono bene. Lunghissimi “viaggi della speranza” verso quel Settentrione che già, anni addietro, aveva offerto un’opportunità lavorativa ai migranti meridionali. Con Resto al Sud finalmente si può respirare aria di cambiamento.

A partire dallo scorso 15 gennaio i giovani meridionali possono decidere di restare nella propria terra a lavorare,avviando un’attività imprenditoriale sostenuta da  Resto al Sud, progetto di finanziamenti governativi, affidato all’agenzia ministeriale Invitalia, che sostiene nuove attività avviate da giovani under 35  residenti nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. 

 

Con Resto al Sud si punta a ribaltare la percezione del fare impresa nel mezzogiorno, trasformandola da chimera a volano per la crescita, così spiega Domenico Arcuri Amministratore Delegato di Invitalia.  Arcuri aggiunge:“Per la prima volta il governo ha messo in campo un incentivo che può coprire fino al 100% dell’investimento proposto dai neo imprenditori. La dotazione finanziaria particolarmente ampia ci consentirà di sostenere un numero molto elevato di nuove imprese”.
Inversione di rotta dunque per i migranti di ritorno, tutti quei giovani laureati che tornano nella loro terra d’origine, oche semplicemente scelgono il sud, per dar vita ai loro sogni. Un modo questo, secondo il promotore del progetto il Ministro Claudio De Vicenti, per avviare nuove attività nel meridione che fungano da traino per i territori coinvolti.

Numerosi gli istituti bancari coinvolti dalla nuova arrivata Intesa San Paolo alle già presenti Unicredit, Banca del Mezzogiorno, Monte dei Paschi di Siena oltre a gran parte delle piccole banche del Sud.

 

Parlano i numeri

I seguenti dati, aggiornati ai primi di marzo, illustrano l’attuale situazione del progetto.

  • 1 miliardo e 250 milioni di euro: budget del progetto;
  • 50 mila euro: somma che il singolo soggetto può richiedere (fino a un massimo di 200 mila euro per progetti di quattro persone);
  • 35%: contributo a fondo perduto erogato;
  • 8 anni: tempo per restituire la restante somma a tasso zero (tutti gli interessi sono a carico dello stato);
  • 65%: finanziamento bancario garantito dal Fondo di garanzia per le pmi;
  • 60 giorni: tempo di attesa per ottenere risposta da Invitalia;
  • 6120 domande in compilazione;
  • 1445 domande presentate;
  • 5367 occupazione prevista.

 

 

Giovani visionari 

“Rimboccarsi le maniche e investire al Sud” questo il mantra di tutti i giovani che hanno già presentato domanda per il progetto. Giovani come il lucano Francesco e il suo innovativo depuratore delle acque, i siciliani Luigi e Salvatore e il loro laboratorio per le analisi del vino, e ancora la siciliana Federica e il suo laboratorio di stampe 3D e videomapping, e molti altri ancora.

Per saperne di più visita la nostra pagina dedicata al programma di finanziamenti Resto al Sud.

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Resto al Sud è il programma di finanziamenti voluto dal governo per agevolare l'imprenditorialità giovanile nelle regioni del Mezzogiorno
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