Fenomeno Barbie: l’impatto sui social network

Condividi

È nelle sale dal 20 luglio e non si parla d’altro. Barbie, l’iconica bambola fanatica del rosa, ha conquistato tutti, anche la generazione Z. I botteghini sono impazziti, le fan erano in trepidante attesa e anche chi con una Barbie non ci ha mai giocato è stato travolto inevitabilmente dal fenomeno del momento. 

Perché parliamo di fenomeno? Perché Barbie non è solo l’ultimo film dell’apprezzata regista Greta Gerwig in proiezione nelle sale ma un prodotto che ha generato fermento sul web e sui social e a cui i più importanti brand si sono ispirati, creando delle collezioni stilose e, ovviamente, in cui vi è spazio per un solo colore.  

Barbie più che mai questa volta vuole dire la sua e dare voce ai suoi pensieri più frivoli quanto a quelli più esistenziali in un vortice di emozioni altalenanti. Con ironia, sarcasmo e un atteggiamento filosofeggiante lascia il suo mondo perfetto, fatto di lustrini e feste in piscina, per avventurarsi nella nostra complessa realtà. 

Potevano i social non lasciarsi ispirare dall’influencer più famosa del momento? Certamente no. Quale impatto Barbie (interpretata da una poliedrica Margot Robbie) ha avuto sui social network? 

Barbie Selfie Generator

Il primissimo trend a prendere piede sui social network, subito dopo l’annuncio dell’uscita del film, è stato il “Barbie Selfie Generator”. I social si sono dati subito da fare per celebrare la star dell’anno e di tutta una vita, la Barbie. Ogni attore stellare del cast (in primis l’attrice Margot Robbie e l’attore Ryan Gosling, che interpreta il ruolo di Ken) è stato presentato con una serie di card coloratissime e decorate con frasi divertenti

Il Barbie Selfie Generator è stata la prima chicca di una perfetta attività di marketing e comunicazione. Attraverso un sito o un’app dedicate i fan possono scattare un selfie o caricare una loro foto e trasformare la loro immagine, così da vestire i panni dei loro attori preferiti e scegliere un motto spiritoso. Gli italiani si sono divertiti a creare meme di ogni tipo, includendo nel fenomeno politici e personaggi dello spettacolo.  

Barbienheimer  

A tutti sarà capitato di imbattersi nel curioso termine “barbienheimer” e chiedersi: “Ma di cosa si tratta?”. In America “barbienheimer” ha monopolizzato il mondo dei social; Margot Robbie è stata raffigurata in mille modi: vestita con abiti anni Trenta o mentre osserva, stretta nei suoi abiti ricercatissimi, lo scoppio di una bomba atomica. Quale significato hanno questi memi? Sono l’associazione di due film: Barbie e Oppenheimer. In America si è scelto di portare nelle sale le due pellicole lo stesso giorno, innescando una battaglia social tra gli appassionati che hanno creato post a dir poco esilaranti, mixando contenuti pertinenti a personaggi e scenari. Tuttavia, è già scritto che sarà Barbie ad avere la meglio in termini di affluenza!  

Hashtag #barbiecore

Non vi è tendenza che possa dirsi tale se non è stato creato un hashtag dedicato e Barbie ha ovviamente il suo: #barbiecore. Ad usarlo sono le ragazze di tutto il mondo che si stanno divertendo a caricare tutorial che reinterpretano lo stile della bambola della Mattel. Alcune mirano ad assomigliarle, altre ad ironizzare sui suoi abiti e accessori sempre eccessivamente femminili e perfettamente abbinati e altre ancora a dare un loro contributo nel costruire un’immagine di Barbie inedita.

È il 1959 l’anno di nascita della bambola eppure, nonostante siano trascorsi decenni, il suo stile riesce a farsi spazio nei nostri armadi risultando attuale. A chi non piacerebbe almeno per un giorno immergersi in un mondo fantasioso e indossare abiti rosa, fucsia e glitterati? A questa esigenza risponde l’hashtag “barbiecore”.

#barbiecore ha riscosso un grande successo anche tra le make-up addicted che ripropongono il trucco perfetto e super luminoso di Margot Robbie. Sapevi che esistono ben 12 rossetti rosa perfetti per sentirsi Barbie per un giorno? Forse no ma chi utilizza #barbiecore lo sa bene ed è pronto ad offrire consigli su come ottenere un trucco e una pelle “a prova di bambola”.  

AI per creare le diverse personalità di Barbie 

Tra le immagini più interessanti ci sono quelle create con l’intelligenza artificiale. “Barbie che sonno” è uno dei post più apprezzati, raffigura una Barbie in cui è facile immedesimarsi, che lascia il suo mondo patinato per indossare un pigiamone rosa e poltrire sul divano; “Barbie sclero male” ha una capigliatura spettinata e urla qualcosa a squarciagola e non poteva mancare “Barbie mania del controllo”, circondata da dolcetti realizzati con un’attenzione maniacale.

In fondo Barbie è una di noi.  

Le Barbie che vogliamo

Sui social si sono fatti spazio, oltre alle rappresentazioni più fedeli della Barbie che tutti noi conosciamo, nuovi modelli. Si tratta delle Barbie che vogliamo, quelle che incarnano la donna di oggi. La Barbie che vogliamo non è perfetta e, spesso, non ha tempo per il parrucchiere o la manicure. La Barbie che vogliamo al supermercato ci va in tuta. La Barbie che vogliamo ha una passione e si impegna affinché possa diventare la sua professione.

Chi lavora nel digitale ha sfruttato la tendenza del momento per creare contenuti in cui la protagonista indiscussa è la Barbie in carriera: Barbie content creator, Barbie marketing manager, Barbie video editor, Barbie human resorces, Barbie advertiser e Barbie multi-tasking.  

Google in rosa

Oltre ai social network anche il web ha dato largo sfogo alla creatività, tingendosi di rosa (lo sai che il film è stato responsabile, a livello mondiale, di una carenza di vernice rosa?). Google omaggia Barbie: digitando sul motore di ricerca il titolo del film, il nome del regista o degli attori protagonisti tutto si colora della tonalità più in voga.  

Non vogliamo spoilerarti nulla; ti suggeriamo di vedere Barbie e scoprirne il significato. Pensi che Greta Gerwig sia riuscita ad umanizzare la bombola in plastica più famosa al mondo?  

Ti è stato utile?Condividi questo articolo con il tuo team
GM
Growth Makers di Broxlab

Strategia, tecnologia e operations per far crescere PMI, PA e grandi organizzazioni. Esperienze sul campo e idee che funzionano.

Resta aggiornato

Idee, storie e strumenti, direttamente nella tua inbox

Il meglio del magazine. Niente spam, solo contenuti utili dai Growth Makers.

Iscrivimi →Iscrivendoti accetti la Privacy Policy.

Richiedi una consulenza gratuita