Questa mattina mi prende un senso di inquetudine sul sistema in cui viviamo. I mercati crollano, il Italia c’è l’ingovernabilità, anche il Papà è volato via. E allora? E’ la fine di tutto? Certo che no. E’ solo che ci troviamo in uno di quei crocevia epocali però, questo credo sia evidente a tutti.

Sono anni che il mondo va nella direzione dell’erosione dei beni comuni, dei commons, di britannica memoria. I Paesi che fino a qualche decennio fa erano in difficoltà e che oggi chiamano BRICS, hanno deciso che vogliono cominciare a consumare come, quanto e quando il vecchio ed opulento occidente, ed ecco che nel giro di qualche anno il sistema è andato in crisi.

Già il sistema. Perchè è proprio il sistema che in questi giorni è in discussione.

Se faccio un giro su wikipedia pare che “il sistema, nel suo significato più generico, è un insieme di elementi interconnessi tra di loro o con l’ambiente esterno tramite reciproche relazioni, ma che si comporta come un tutt’uno, secondo proprie regole generali”. Ecco appunto, una moltitudine che poi risulta come un tutt’uno.

Forse proprio in questa sintesi io penso che sia il risultato a cui l’umanità intera deve tendere. Il mondo è sempre più interconnesso, sempre più piccolo, sempre più coinvolgente. Le politiche degli anni ’80 e ’90, egoiste e miopi non possono assolutamente dare le riposte che ci attendiamo.

Anni fa, conobbi Arnoldo Farina, allora presidente e fondatore di Unicef Italia, ero molto piccolo ed ebbi la fortuna di essere ospitato al suo tavolo a pranzo. In verità lui, diabetico, non mangiò affatto, ma colse l’occasione per darmi alcuni insegnamenti che proprio in questo frangente mi suonano come attualissimi. Mi racconto della teoria dell’”effetto farfalla” di Lorentz e cioè di come un battito d’ali nelle montagne del Brasile potesse a diverse migliaia di chilometri essere la causa di una tempesta in Texas. Poi mi disse che la solidarietà, quella che intendeva promuovere lui, non era privarsi di qualcosa per cederlo all’altro, bensì era fare in modo che tutti avessero le stesse opportunità e gli stessi bisogni soddisfatti.

Ora mi verrebbe facile criticare le politiche del centro sinistra italiano nell’ultimo ventennio, ma cito il titolo dell’ultima fatica di Sansonetti che secondo me sintetizza bene il concetto, in Italia “la sinistra è di destra”.

Ecco non si può pensare ad un nuovo sistema se non si hanno in testa ben chiari questi due concetti.

Tutto il nostro agire influenza il resto del mondo, non si può immaginare un nuovo sistema di governance senza immaginarlo globalmente, e sopratutto senza immaginare come possa offrire le stesse possibilità a tutti.