Dal 5 dicembre scorso, anche in Italia, Google ha lanciato una novità nel suo motore di ricerca: Knowledge Graph, l’ambizioso progetto che cerca di unire, nei risultati alle interrogazioni, semantica, algoritmi e statistiche. L’obiettivo era rispondere a una domanda venuta fuori con il passare del tempo e con l’aumento esponenziale delle ricerche su Google: come fare a capire cosa cercano gli utenti quando digitano una parola che può avere più di un significato?

E proprio per rispondere a questa domanda è nato Knowledge Graph, che contestualizza, nei risultati della ricerca, tutte le possibili corrispondenze e tutti i contenuti rilevanti correlati direttamente al termine ricercato.

Una piccola rivoluzione quindi, soprattutto se si pensa che le informazioni che vengono riportate quando si interroga Knowledge Graph vengono per la maggior parte da fonti pubbliche e collaborative, come ad esempio Wikipedia. In questo modo, verranno posti in rilievo quelle connessioni e quelle informazioni che saranno risultate più interessanti per gli utenti, e il meccanismo si perfezionerà, nel tempo, in base alle ricerche effettuate.

Se per esempio cerchiamo “Leonardo”, il motore ci farà vedere, in rilievo, le informazioni rilevanti su Leonardo da Vinci, le sue opere e i suoi disegni. Ma, proprio per quel meccanismo secondo il quale un termine può avere più di una corrispondenza nella realtà, magari ci mostrerà anche informazioni sul programma di mobilità internazionale Leonardo o sull’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino.

Il meccanismo alla base di Knowledge Graph è un po’ quello della scoperta casuale (una specie di Stumble Upon, servizio mai veramente decollato, che permette di navigare tra siti casuali decidendo semplicemente l’argomento di proprio interesse), una specie di serendipità applicata ai motori di ricerca. Le informazioni che cerchiamo, infatti, sono spesso molto poco dettagliate, e ci si accontenta di una prima infarinatura di conoscenza su un determinato argomento, salvo poi approfondire quello che più ci interessa o quello che cattura d’istinto la nostra attenzione.

Dunque, Google si dimostra ancora una volta attenta ai cambiamenti, e con Knowledge Graph cerca di introdurre un nuovo modo di gestire le informazioni, in maniera aperta e collaborativa. Un altro passo, probabilmente, verso quel web semantico che qualche anno fa prometteva di rivoluzionare in maniera decisiva la nostra esperienza di navigazione.

that
congiunzione: that, than, as, what, whether
pronome: which, who, what, whom, such