Influser, come scoprire e diffondere l’originalità
Aggiornatissimi su tutte le novità, inclini a recepirle e diffonderle prima degli altri, anticipano mode e consumi ma non ci mettono la faccia, sono corteggiatissimi dalle aziende. Parliamo degli Influser. A definirli ci pensa l’ “influser detector”.
Internet è il principale strumento di interfaccia con il mondo, il canale d’informazione più utilizzato per scovare nuove tendenze e diffonderle rapidamente. In questo habitat, si muovono, perfettamente a loro agio, gli Influser, o anche “anticipatori di consumi” e di mode. Per loro non esiste differenza tra online e offline, la rete è il loro pane quotidiano, il luogo in cui relazionarsi con le community, individuare trend futuri, tracciare un profilo dei consumi e diventarne portavoce, ricorrendo al buon vecchio sistema del passaparola e il tutto senza metterci la faccia a differenza degli Influencer.
Rogers e gli “early adopter”
Tutto ebbe inizio nel 1962, quando il sociologo americano Everett M. Rogers pubblicò il libro «Diffusion of Innovations», illustrando come le innovazioni si diffondono nella società e come alcuni gruppi di persone siano più inclini a recepirle prima degli altri. Rogers parlò di «innovatori» e di «early adopter», definendo così i due gruppi di persone in grado di guidare le scelte di adozione di novità, di prodotto o di servizio. E individuò in loro un target fondamentale per brand e aziende.
Oggi il profilo degli “innovatori” è cambiato ed è Doxa, per conto della società Influse, a tracciarne numeri e caratteristiche attraverso una doppia indagine, una quantitativa per creare la sottopopolazione di persone con caratteristiche da “influser” e l’altra qualitativa che traccia l’identikit psicosociale degli “influser” e ne determina macrocaratteristiche comportamentali.
Influser Detector
Dai risultati dell’ Influser Detector, strumento sviluppato dallo psicologo Simone Crisciani, per una nuova metrica di misurazione qualitativa dell’audience, emerge che:
- il 57% degli intervistati sono per lo più “curiosi”, in equilibrio tra passato e futuro;
- il 18% sono “esploratori”, attenti ai cambiamenti della società;
- il 17% sono “osservatori”, incuriositi dal progresso ma apprezzano il proprio tempo;
- il 4% ha un profilo da “influser”, la loro identità è legata al senso di appartenenza a un gruppo e allo scambio che questo comporta.
Influser, come e quando
Emerge un dato: in Italia, sono pochissimi gli Influser. Ma non disperiamo perché la buona notizia è che tutto può cambiare! Non ci sono limiti di età né di appartenenza geografica. Requisito fondamentale è essere attivi, con interessi peculiari, tra cui i social, i trend e la tecnologia. Questo ci porta a pensare che, i risultati dell’Influser Detector, potrebbero variare tra qualche tempo e vedere, chissà, la diffusione di questa figura anche nel “Bel Paese”!
Se vuoi ricevere altre informazioni o semplicemente seguire con noi di BroxLab gli sviluppi degli “anticipatori di consumi”, stay tuned!
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